Antiquariato e oggetti d'arte
Oggetti di antiquariato perfettamente restaurati con cura e infinita passione. Nel catalogo troverete, suddivisi per categoria, oggetti perfettamente funzionanti e restaurati secondo tecniche conservative che ne garantiscono la bellezza e il fascino. Serrature, chiavi, mobili, sculture, lampadari, cornici, quadri, coltelli, ceramiche, vetri e tanto altro. Avrete la possibilità di leggere per ogni oggetto una accurata descrizione e di visionare più fotografie con i relativi ingrandimenti per poter così esaminare nel dettaglio ogni singolo pezzo.
Chi siamo - la passione per il restauro
Giovanni Lanaro ha seguito la fase di reperimento e restauro di tutti gli oggetti presentati in questo sito; di seguito una sua descrizione di quanto ha fatto nel corso degli anni relativamente agli oggetti in ferro battuto: "Mosso da sincero interesse e curiosità, dopo 25 anni di appassionata ricerca ho accumulato circa 1000 pezzi tra chiodi, bandelle, cerniere, serrature , chiavi, lucchetti, chiavistelli, ecc. La provenienza geografica è per lo più l’Italia del nord e più precisamente l’area che a sud confina con il Veneto e la Lombardia, a nord con l’Alto Adige e l’Austria. Sono oggetti raccolti con molta pazienza e a volte anche con molta fortuna presso rigattieri (ora quasi
I grandi mobilieri del settecento
Nel Settecento in Italia sono molti gli ebanisti con nomi di origine straniera, ma non mancano le opere dovute ad artisti italiani che oggi sono considerate autentici capolavori: intagliatori di perizia straordinaria sono al lavoro in tutta la penisola. Se si può trarre diletto e forse una qualche istruzione nel parlare di stili, di forme e di concetti artistici, non dovrebbe essere mai lecito dimenticare che le opere d'arte in genere, e i mobili in particolare, sono innanzitutto oggetti, cose fisiche. In quanto tali, dunque, è pure necessario esaminarli: non a caso uno dei grandi ingegni dell'antichità, Giulio Cesare, diceva che l'uomo è per metà anima e per metà
Storia della "chiave"
La raffinata bambolina in avorio della fanciulla romana Creperia Tryphaenn ne portava una al dito. Era una minuscola chiave giocattolo in oro che serviva ad aprire il cofanetto con il necessaire della ormai famosa bambola. Talmente piccola da dover essere guardata con la lente d'ingrandimento, questa chiave terminava ad angolo retto in una serie di dentini microscopici. E si infilava al dito della bambola grazie a un filino d'oro avvolto ad anello, del diametro di appena mezzo centimetro. Le origini delle chiavi si spingono però ancora più in là nel tempo. Nell'Odissea di Omero, Penelope si accinge ad aprire i suoi scrigni munita di una pesante chiave in bronzo dall'impugnatura in avorio.